L'essenza del Kosovo- Serbia

Non dovrebbe mai essere consentito l'immagine chiara dei rapporti tra il Kosovo e la Serbia, che era qui occupante e che era prigioniero, che ha combattuto difensiva, che aveva aggressori, che era sul lato destro della storia e che era sul lato sbagliato. Tra il noveo (del secolo [...]
A metà periodo (ultimo secolo), quando il Movimento politico pacifico per l'indipendenza del Kosovo aveva cominciato a mostrare i suoi limiti, che erano probabilmente inevitabili quando si è saputo a chi avevamo posti di lavoro come albanesi del Kosovo, il Presidente Rugova, nel tentativo di preservare in qualche modo tale Determinazione strategica del popolo kosovaro (come abbiamo applicato all'epoca e non sapevamo davvero cosa sia, o questo Sviluppo Strategico, in politica e diplomazia), aveva cominciato a parlare di convenzione politica e politica.
La lotta politica per la libertà e la creazione di stato ha poi dichiarato il Dr. Rugova, può durare più a lungo di quanto ci aspettassimo e ricordato, ma l'obiettivo si concluderà se noi, come popolo e come organizzazione politica, manterremo la pazienza mentre facciamo il principale investimento diplomatico negli Stati Uniti, da dove si prevede l'intervento politico e diplomatico per la soluzione del problema del Kosovo.
Negli anni successivi, da tutti noi, si è capito che i flussi storici a nome della liberazione del Kosovo saranno più veloci di quelli calcolati nel 1994, 1995.
Il loro acceleratore appariva sotto forma di guerra, che il Movimento pacifico cercò di evitare, o almeno di rinviare, per anni in cui saremmo un po' più preparati per esso, e quando quelle guerre in altri settori della sua h - RSFJ sarebbe finita (che avverrà alla Conferenza di Dayton nel novembre 1995).
Lo farò anch'io.
La guerra in Kosovo è arrivata al momento giusto (se fosse arrivata prima o poi), non avrebbe mai avuto quella conclusione conosciuta a tutti noi), quando si è capito, tra noi, in Serbia stessa, ma anche in Occidente, che è l’inevitabile epilogo di un’impasse completa nell’affrontare e risolvere il problema del Kosovo, che, per questo poi potere della Serbia, non esisteva come un problema.
Il potere della Serbia ha detto che è vero che il Kosovo ha dei problemi, ma il Kosovo non è un problema, non è una questione.
La guerra è quindi emersa come l'ultimo strumento (finale), e necessario, l'unico rimasto, a definire ciò che sarà fatto con il Kosovo, o che avrà successo in questa lotta politica: Il popolo del Kosovo, o lo stato della Serbia, che quel mondo aveva l'ultimo nome della RFJ.
Altrimenti, abbiamo combattuto, come popolo, con un paese, non con un potere e il suo regime.
Se tutto quello che era allora con il Kosovo e che accadeva in Kosovo era collegato, come lei era erroneamente interpretato, meno tra noi in Occidente, con un nome e un cognome di un politico (che cosa era quello di Slobodan Milochev); e con un potere allora in Serbia, allora il suo spostamento o il suo andare a Milochev dal potere gli avrebbe portato il drammatico cambiamento di rapporti tra il Kosovo e la Serbia, separatamente quando il Kosovo era già stato liberato. UNMIK.
Quindi, se fosse diverso, o se tutto in questo rapporto tra il Kosovo e la Serbia fosse un riflesso di un potere o di un regime in Serbia che obiettivamente era responsabile di tutte le guerre combattute negli spazi dell'ex Jugoslavia, a quel tempo arco tra il 1991 e il 1999, allora, senza dubbio, subito dopo quella rivoluzione democratica in Serbia (nell'ottobre 2000), un nuovo capitolo sarebbe stato aperto tra il Kosovo e la Serbia.
Allora non e' successo. Questo non è stato nemmeno segnato in quegli anni del processo di Vienna, quando, sotto la guida del presidente Ahtisaari, lo stato futuro del Kosovo e le relazioni tra il Kosovo e la Serbia sono state negoziate.
Tra noi e la Serbia, non era solo un abisso pieno di cimiteri di massa causati durante gli ultimi anni di guerra, non era solo la storia difficile, quasi un secolo di successive tragedie in Kosovo che erano il risultato di quella occupazione viziosa del Kosovo dalla Serbia, ma era anche la grande fabbrica di storia in Kosovo e intorno al Kosovo, che era sulla base della formazione dello stato contemporaneo della Serbia dall'inizio del XIX secolo e oltre.
Quindi, sarebbe inteso in seguito, e questa lezione è in vigore ancora oggi, che i rapporti tra il Kosovo e la Serbia, o tra albanesi e serbi come persone, sono molto più gravosi e più complicati di quelli che coinvolgono un cambiamento di potere a Belgrado, o la partenza di un leader che una volta era senza contatto in Serbia (Sloan Milocevic), e l'arrivo di un altro politico (Zoran zein West içeiçit), che intendeva trasformare uno Stato europeo in Serbia.
Queste relazioni sono tali, senza alcuna colpa o responsabilità dei albanesi del Kosovo. Questo dovrebbe essere ripetuto più e più volte.
Non dovrebbe mai la nebbia di questa chiara immagine di questi rapporti tra il Kosovo e la Serbia, che era qui un occupante e che era prigioniero, che ha combattuto difensiva, che ha combattuto l'aggressore, che era sul lato destro della storia e che sul lato sbagliato.
Non si può cambiare e ridefinire questa interpretazione della nuova storia dei rapporti tra il Kosovo e la Serbia.
In questo contesto e piena considerazione di questa spiegazione della storia di queste relazioni tra il Kosovo e la Serbia, il dialogo tra i rappresentanti di Pristina e Belgrado, che si è riavviato in questi giorni, non può avere un altro epilogo dopo quello che andrà alla fine di questa storia seria e tragica, e il riconoscimento della realtà creata in Kosovo e confermata a livello internazionale, nel 1999 (con la liberazione del Kosovo), nel 2008 (con l'indipendenza della giustizia) e nel 2010 (confermando l'indipendenza della Corte internazionale).










