Indagine sul Kosovo di 57 anni: quattro soldati serbi, sono stato brutalmente stuprato!

La madre di quattro, oggi 57, è una delle vittime della violenza sessuale del Kosovo. Per evitare di identificarlo, chiameremo Teuta. Per molti anni ha trovato impossibile discutere, o condividere, l'angoscia che la addolora. Top Story [...]
Per molti anni ha trovato impossibile discutere, o condividere, l'angoscia che la addolora. Top Story porta un'esclusiva confessione di donne che potrebbero sopravvivere dopo violenti, da quattro soldati serbi.
Ci portarono e ci portarono tutti alle auto, ci misero in jeep, ci portarono a casa. Sulle scale, sono caduto e ho ucciso la mia gamba. Siamo stati tutti picchiati, torturati, messi nelle nostre stanze. Non ho visto nessuno, ho sentito delle voci. Mi hanno messo in coma. È uscito uno e l'altro è rimasto, quello che voleva fare, circa un'ora o due. Ha finito e l'altro e' entrato. Mi ha picchiato, mi ha spogliato. Poi e' arrivato il terzo, era di mattina, non ricordo a che ora era, e ha fatto il suo lavoro. E poi e' arrivato il quarto, e ho appena detto che Dio inshallah e' meglio uccidermi che fare quello che mi fanno.
Ho avuto ferite da coltello perche' ho urlato e rifiutato di essere spogliato. Hanno fatto il coltello, il mio sangue è scappato, il mio seno sinistro ha funzionato dopo 3-4 anni perché mi hanno fatto del male. I vestiti che ho indossato alla mia gola, e quando sono uscito, ho detto, "Dio, sono fuori! Ho detto ai ragazzi che non potevo più restare. Gli ho detto che portero' fuori i bambini. Vai a dire buona fortuna! Sono fuori e sono in cima alla montagna. Si tratta di Top Story.
Dopo ore di orrore dove Teuta è stata stuprata e stuprata, i suoi vestiti strappati, il suo sangue che scorre fuori dal piede dove è stata accoltellata, lei fa la sua strada a casa. Tra le paure di trovare altri serbi e stuprarla, fugge nascondendosi in case abbandonate fino a quando non arriva a casa. Il suo primo incontro è con sua madre - in - legge, che la abbraccia e le dice che era almeno viva.
Dopo tre settimane, mi ha trovato alla figlia di mio zio, dopo avermi visto vivo, gliel'ho detto. Sapevo che ha detto, sapevo che questo pomeriggio potrebbe essere qualcosa con te. Gli ho detto, vivo mi amava, mi ha sostenuto, non ho mai avuto parole da lui, né oggi lo faccio io. Non per questo pane, mai! Mi ha detto che ero vivo e non eri solo tu, eri tu che sei stato stuprato.












