Chi ha il resto della ricchezza di Gheddafi

Dov'è finito il tesoro di Gheddafi? Nessuno sa esattamente, ma nessuno sa che importo è, anche se la figura di una fortuna enorme va intorno, come 200 miliardi di dollari. Di quei soldi, dal 2011, l'anno della morte del leader libico non ha tracce concrete, ma solo [...]
Dov'è finito il tesoro di Gheddafi? Nessuno sa esattamente, ma nessuno sa che importo è, anche se la figura di una fortuna enorme va intorno, come 200 miliardi di dollari.
Di quei soldi, dal 2011, l'anno della morte del leader libico non ha tracce concrete, ma mostra solo fantasmi.
Ci sono coloro che dicono che si nascondono in volte sparse in Africa, alcuni dicono che è caduto in parte nelle mani di Iside, alcuni dicono che è almeno parzialmente a Dubai, dopo aver attraversato Londra e Italia.
L'anno scorso una grande indagine di “è stata pubblicata Süddeausche Zeitung”, citando Panama Papers, che conteneva la prova che la maggior parte di questo denaro, almeno quelli trovati nel fondo sovrano fondato da Gheddafi stesso nel 2006, LIA (Libya Africa Investment) era stato investito in fondi petroliferi intorno all'Africa per consentire la loro circolazione. Si pensa che la ricchezza sia di circa 60 miliardi.
Esattamente il fondo sovrano libico (che dovrebbe essere evidenziato è presente a circa 500 aziende, tra cui le aziende italiane, dove nel corso degli anni ha investito circa 3 miliardi di tavole di numerose aziende come Eni, Enel, Uniredit, Finmeccanica, Fiat-Chrisler, Juventus ecc), al centro di un notevole studio pubblicato sul sito Polytico.
Il testo contiene la prova che anche se i beni liquidi del fondo sono stati congelati in attesa di stabilizzazione della situazione politica in Libia (nel 2018 sono state programmate le elezioni, che secondo l'ONU deve placare il paese, attualmente diviso in due regioni controverse, e guidato da diversi governi, uno con la capitale di Tripoli e l'altro con la capitale di Tobrück, infatti continuano a circolare.
Un'ipotesi, che è che il denaro libico è ancora in circolazione anche se risulta congelato, rafforzato dalla recente indagine di Politico, che ha raccolto la prova del fatto che il fondo sovrano LIA distribuisce azionisti indisturbati, ricavi da obblighi e pagamenti di interessi. Traduzione: Ventisei anni dopo la morte di Gheddafi, i fondi congelati del regime a Bruxelles generano decine di milioni di euro di interesse, nonostante le sanzioni internazionali
A questo punto, c'è un'altra domanda che dovrebbe essere risposto. Chi raccoglie questi soldi? Chi beneficia del denaro che, in teoria e nella pratica, appartiene al popolo libico e che, in attesa che il paese abbia un governo, dovrebbe essere congelato?
La questione rimane senza risposta, perché la via del denaro è oscurata da accordi segreti e dalle risposte silenziose dei dirigenti e degli avvocati.
Tutto quello che sanno è che prendono il Lussemburgo, e poi niente di più. Solo altre domande senza risposta.











