Cosa succede alla tua vita dopo aver ucciso accidentalmente un uomo?

Sono un assassino accidentale. Migliaia di americani condividono questa vergogna con me. Come si può recuperare dal trauma dopo aver accidentalmente ucciso un uomo? Dice: David Peters “doesn't have a un secondo, anche quando sto ridendo di una festa che non penso a Пx1>, dice Pam Uhr. Era giorno [...]
Sono un assassino accidentale. Migliaia di americani condividono questa vergogna con me. Come si può recuperare dal trauma dopo aver accidentalmente ucciso un uomo?
Dice: David Peters
Non c'e' un secondo, anche quando ridero' di una festa, che non penso a...
E' stata una giornata estiva calda, poche settimane dopo la fine dello scorso anno di liceo. Uhr e i suoi amici avevano preso il pomeriggio nuotando in un laghetto vicino alla loro città natale del Texas. Dava la sua auto alla casa in una strada del villaggio con i suoi due passeggeri quando la prima ruota era scivolata. Aveva esagerato. L'auto era girata. Un'altra auto che arriva, dietro una collina, ha colpito una macchina nello spazio passeggeri, e tutto era nero.
Si e' svegliata in ospedale. Nessuna delle sorelle o dei dottori rivelerebbe la condizione dei due ragazzi. Suo padre aveva colpito la faccia. Sono morti.
Qualche anno dopo, dopo che Uhr aveva sposato e partorito tre figli, era stata semplicemente emotivamente assorbita dai pensieri che tutti e tre i suoi figli sarebbero presto morti come una punizione della responsabilità universale, Pryscope segue.
Agitare la testa mentre sento la sua confessione. E' molto simile alle altre storie che ho sentito negli anni che si occupano di omicidi accidentali. Prima, subito dopo l'incidente, amico. Poi imbarazzanti ricordi di quello che è successo. Poi i pensieri di un rappresaglia che viene portato alla testa di un assassino accidentale come la spada di Damocles in qualsiasi momento, anche quando stai ridendo di una festa.
C'è qualche possibilità che la gente superi il trauma dell'omicidio accidentale? Penso molto a quella risposta. Sono un assassino di incidenti anch'io.
Avevo 19 anni, poche settimane dopo aver lasciato l'esercito e avevo appena iniziato il mio primo anno in un collegio cattolico nella Virginia Occidentale. Era domenica sera, il mio coinquilino ed io eravamo pronti ad andare in chiesa secondo le regole del college, giacca e cravatta. C'erano due giovani che stavano attraversando il fondamentalismo evangelistico della nostra gioventù, puntando a quello che molti evangelisti considerano uno dei servizi più sacri - la domenica sera.
Stavo guidando la mia auto del 1973 che avevo recentemente riparato. Alle 17: 30, quando sono entrata in curva, la luce del sole mi ha colpito gli occhi. Sto cercando di vedere e nascondere gli occhi dietro l'ombra posteriore. Mi sentivo impotente a controllare la mia auto e ho cercato di riprenderla in pista. Quando ho girato a destra, ho visto una Jeep rossa in quel raggio. Stavo tornando, ma ero un po' indietro.
Il lato del mio autista si è schiantato in una piastra di ferro e un lato di cemento. La tavoletta di ferro cadde subito sulla parte anteriore della nostra auto, soffiando le gomme e rompendo il ginocchio. Dopo di che, si sono schiantati nel raggio successivo.
L'altra cosa che ricordo è quando mi sono seduto in macchina, guardando se la mia coinquilina era ancora viva. Stava bene. Mi sono alzato e ho sentito un sacco di dolore alla gamba. Tutto il traffico si è fermato. C'era un'altra macchina che si e' schiantata dall'altra parte della strada. Poi ho visto un motociclista a terra.
Una donna con un casco sulla testa era a pochi metri di distanza. Il suo collo aveva preso una strana posizione e in qualche modo sapeva che era morta. Poi ho visto un altro uomo a terra e sono andato dritto da lui. Stava giacendo nel suo ventre, e ho potuto vedere il sangue al centro dei suoi piedi versando in asfalto.
Mi guardò e mi disse: Gli ho detto che mi dispiace. Sono sicuro di averlo dato qualche volta quando ci siamo guardati negli occhi. Mi sono tolta la cravatta e ho cercato di fermare il sangue.
Più tardi, in ospedale, le mie sorelle mi hanno tolto dei pezzi di vetro e mi hanno afferrato il ginocchio. Mi hanno detto che sarebbe stato male per un po'. Fa male. E' cosi' che volevo che facesse male. Volevo sentirmi diversa dal credere che sarei morto invece di quella donna. /Periscopio /
Testo completo in “The Guardian”











