Viene anche confessata una vittima di stupro: mio marito mi ha lasciato. Le mie paure sono ancora davanti a me.

Centinaia di donne del Kosovo durante la guerra 1998-1999 hanno sperimentato il più grande orrore che non avrebbero mai immaginato. Erano fisicamente e sessualmente violati dalle forze militari e paramilitari serbe nei modi più crudeli possibili. Sul RTV Dukeagjini show, una delle vittime della violenza sessuale durante la guerra in Kosovo, ha mostrato l'orrore [...]
Centinaia di donne del Kosovo durante la guerra 1998-1999 hanno sperimentato il più grande orrore che non avrebbero mai immaginato. Erano fisicamente e sessualmente violati dalle forze militari e paramilitari serbe nei modi più crudeli possibili.
Sul RTV Dukeagjini show, una delle vittime della violenza sessuale durante la guerra in Kosovo, ha mostrato l'orrore che ha sperimentato.
La sua confessione inizia così:
Quando la guerra è iniziata nel 1998, abbiamo finito le case. Attraversiamo i campi in montagna, massacrati proprio lì. Ce la fanno i Masai. Ci sono un sacco di uomini che dicono: Vattene, perche' i bambini urlavano e urlavano contro di me, scappavano, dormivano... Masanay, sto uscendo dalla fattoria. Sto prendendo i miei trattori. E' il mio ex marito. Gli hanno tolto i capelli. Ho fatto un casino di dove andare.
Qualche giorno fa, abbiamo detto che saremmo usciti e vivere così in montagna, in campi, in valli, dove sembravamo grotte. Abbiamo deciso di andare a casa e li prenderemo. Li porteremo ai bambini. Quando la schiuma a casa ho detto andiamo entrambi, la schiuma mi riporta i vestiti a casa sua, se indossa i suoi vestiti ho detto, "Lasciatemi andare a casa sua.
Ma nel momento in cui è arrivata a casa, ciò che non aveva pensato le è successo, ha sperimentato il peggior crimine in casa sua.
Quando la schiuma a casa erano coni lì, la schiuma alla porta vediamo il chachacha davanti alla porta, le carte sono state fatte lì, le bottiglie di briciole, l'odore di birra, il raki da lontano... e dovremo saltare fuori dal lato di qualcuno qui che tornerò a tornare, quando non stanno raccogliendo... non devono farci entrare in quella lingua.
Sono stati catturati nel corridoio e l'hanno messo lì... e hanno altri due uomini nel corridoio, e ho avuto un gran figo nel corridoio, e ho avuto un punto freddo... e due di loro stavano picchiando le loro ali, le loro porte, e un altro pugnale, e lui ha iniziato con il suo lavoro con stupro, e ho rovinato quella merda la' dentro... e sono salito da quella parte con i coltelli non getta.
Ma non è tutto. Anche le forze paramilitari serbe feriscono la mano della vittima.
Quando la pausa si fermò, mi cadde in mano e mi pugnalò in faccia. E lui e' il terzo che urla e morde. E' passato un po' da quando mi ha tagliato la mano. Quante volte se n'e' andato, mi ha tirato la mano cosi' forte che mi ha pugnalato e mi ha tagliato tutto il polso. Beh, e' allora che faccio casino. E non riuscivo piu' a finire nei guai. L'altro ha stuprato il piu' possibile. I pugnali mi spengono... Non lo so, e il resto non so, ho perso conoscenza... ”, ha detto.
A parte l'orrore e il dolore che prova ancora a causa di ciò che le è successo, una volta che la guerra ha finito ha sperimentato il più grande dolore da suo marito, che ha voltato la schiena e l'ha lasciata sola.
Qui finisce la guerra. Non appena è arrivato in quella situazione, ha detto, "Che cosa hai fatto? Deve esserci stato un mercato. Ho detto a mio marito... Amico... Hai un giorno... Alcune delle parole degli uomini, alcune di loro... Non dovresti venire, sei calmo... e ridere... e oggi non vivo con mio marito.
E oggi, dopo 20 anni, dice di non poter identificare i stupratori.
Sono stati dipinte, anche con il mouse avanti non credo che si potrebbe riconoscere me, mi ha detto.
Tra le lacrime, e i dolori ancora sentiti dal crimine commesso dai paramilitari serbi, dice che l'angoscia di quel giorno non passa mai, e sarà sempre presente a lei.
Non si allontana mai, quell'incubo, e non escono mai dal letto. Ogni sera vedo Andra. Ogni donna che gli e' capitata e' sempre stata presente per...
A differenza del display “Facing” è stato discusso quanto abbiamo lavorato come società per queste vittime e quante vittime hanno ricevuto lo status di persone violate durante la guerra in Kosovo.












