Election College: il Presidente non può né cambiare né abolire la data di elezione

Il Collegio Elettorale ha chiarito le argomentazioni su cui abbattendo la richiesta del Partito dell'Unità Nazionale di non registrarsi ancora una volta ha confermato che le elezioni locali si terranno il 30 giugno, ma anche considerando due decisioni della Corte costituzionale, così come la negazione del diritto di voto al college ha trattato [...]
Il Collegio Elettorale afferma in particolare che il secondo decreto del presidente che abolisce il decreto del 5 novembre 2018 è un atto assolutamente invalido. Il soggetto del college si riferisce anche alle competenze che il presidente ha in termini di fissare la data delle elezioni, secondo le previsioni che il Codice Elettorale nomina sui termini e il periodo di elezione. Così nota il Collegio in assenza di un partenariato legalmente espresso, qualsiasi altra competenza conflitti con la Costituzione.
Sulla base della posizione della CEC, il Collegio apprezza ulteriormente che il decreto deve essere fatto non più tardi di nove mesi, ed è per questo che il presidente ha competenze limitate oltre quel tempo. Così l'enfasi in corso, il presidente non può cambiare né abolire la data di elezione, così il secondo decreto è considerato in violazione aperta e flagrante con il codice amministrativo. Il collegio sottolinea che solo la legge potrebbe consentire al presidente di abolire la data delle elezioni come è accaduto nel 2007, quando il Parlamento è stato costretto a cambiare il codice elettorale per consentire qualcosa del genere. A seguito di questi argomenti del college, ritiene che il presidente della Repubblica attraverso l'annullamento della data di elezione ha ottenuto i poteri del Parlamento. I giudici dell'Election College vanno oltre, dicendo che con l'annullamento della data in cui i cittadini albanesi sono negati il diritto di voto basato sulle pratiche della Commissione di Venezia, ma anche sui principi fondamentali del patrimonio elettorale europeo.












