Un sopravvissuto alla violenza sessuale: ho cercato di suicidarmi, ho un figlio di stupratori serbi

Uno stuprato dalla guerra, ha confessato l'orrore che ha vissuto durante la guerra in Kosovo, scrive Periscope, ha detto che era meglio morire, che ero vivo e che le ferite non sono mai dimenticate. C'è un sacco di cose brutte per noi, meglio morire che io sono vivo, c'è [...]
Ha detto che era meglio morire che io fossi vivo e che le mie ferite non si dimenticano mai.
Ci sono un sacco di cose brutte, preferiresti morire che vivere, è stato un incubo, ho avuto un sacco di momenti difficili in quei giorni, non si dimentica se lasci il mio cane, vedi i tuoi occhi, se vedi i tuoi vestiti, ha detto a T7.
Tra l'altro, ha confessato al momento in cui ha tentato il suicidio per le sue ragioni passate.
Ho provato a suicidarmi tre volte, tre volte sono stato fermato, il motivo della violenza uno, il fallimento di due, la società ha ancora tre, non può uscire per strada per giorni che sei stuprato, ecco cos'è. Non siamo in compagnia di coloro che sanno che ci stanno provando o presi dal tavolo in cui ti siedi, piu' sai in quella citta' dove mi e' capitato, vado due ore oltre che nessuno ci sta cercando, gli aghi non ci incontreranno proprio accanto a te, la nostra mentalita' non li accetta ogni volta, il nostro cazzo ha un occhio sinistro, dobbiamo dirti chi non sei al sicuro.
Ha anche confessato suo figlio nel suo stupro, dicendo che dà la sua vita per lui.
Ho anche un figlio di stupro. Vive con me. Otto anni non riuscivo a recuperare. Ora rivoglio la mia vita per lui. Sono sempre stato un sedativo, ha detto.
Vivo con 25 euro e 5, ho a che fare con tanto del caregiver, ora lo stato della vittima della violenza, la mia salute è cattiva, in due banche sono in merito per essere guarito, un coma di chirurgia e un'altra operazione in giugno a”, ha confessato.
Tra le altre cose, ha detto che è in grado di lavorare e che si aspetta lavoro dallo stato./Periscopio /












