La storia della stella che non voleva morire

Per gli astronomi è diventata la stella <x0 che non voleva morire”, “Etta Carinae”, che è circa 7,500 anni dalla terra ed è sopravvissuta 170 anni fa, un'esplosione solare (o stella) trasformandola in una delle stelle più luminose della Via Lattea. Il neon di questo cataclisma ci ha raggiunto [...]
Il campo di questo catalizzatore ci ha raggiunto e ricercatori dell'American University of Arizona e del telescopio “Hubble±x1>, coordinato da Nathan Smith e Armin Rest, l'hanno analizzato facendo un viaggio indietro.
All'origine di questa esplosione è un crollo cosmico che coinvolge tre stelle, due delle quali sono state unite, secondo un'analisi pubblicata in due studi pubblicati nella rivista scientifica “MonthlyNotics della Royal Astronomical Society”.
Gli astronomi hanno studiato l'eco di questa esplosione, che si è diffusa attraverso le nuvole interstellari. Per fare questo, hanno usato tranne le immagini del telescopio spaziale “Hubble” e quelle dei vari telescopi terrestri.
Secondo l'ipotesi sollevata da questa esplosione stellare, questo passato cosmico con stella protagonista “Etta Carinae”, che ha ingoiato uno dei due amici, rilasciando il materiale di 10 - tempo del sole con una velocità 20 - volte superiore rispetto al normale. Una velocità paragonabile solo a quella del materiale che esce da un'esplosione di supernova.
Questo materiale, spiegano i ricercatori, ha successivamente creato il cloud gas “Omuncolo”, che circonda “Eta Carinae
Per Smith, questo test di eco <x0 rappresenta la migliore opzione di viaggio nel tempo. E' impressionante come, a differenza di quanto accade ai superpoteri, Etta Carinae sia sopravvissuta a questa esplosione solare












