Donne di soldati I SISCHES cercano un maggior divorzio

In Iraq, le donne dei terroristi dello Stato islamico stanno cercando il divorzio di massa nei tribunali comunali in cui i jihadisti nel 2014 hanno dichiarato il risveglio del Califfato islamico. La motivazione principale dei protagonisti di questo evento è la paura di avere conseguenze dal loro rapporto con Isis. Un nuovo capitolo si apre nella saga [...]
La motivazione principale dei protagonisti di questo evento è la paura di avere conseguenze dal loro rapporto con Isis.
Un nuovo capitolo si apre negli orrori della più famosa organizzazione del momento. Questa volta, i protagonisti sono donne che si sono ritrovate, spesso involontariamente associate ai soldati Iside e che ora cercano disperatamente di separare questi legami attraverso il divorzio.
Protagonisti sono donne come Umaima, 41, con tre bambini, ancora giovani, il cui marito, Awad, è attualmente in custodia in attesa della sentenza che sicuramente porterà a morte o vita in prigione.
Umaima ha affrontato una sorpresa quando suo marito si è unito all'organizzazione terroristica, ha detto, per vendicare l'omicidio del fratello ucciso dai soldati delle forze armate irachene dopo che è stato accusato di combattere per Isis.
Anche Fatima, 35 anni, ha affermato di essere sorpresa dalla decisione di sorpresa del marito, Omar, di essere posto nelle file dello Stato Islamico, dopo aver servito per anni nell'esercito iracheno prima dell'invasione americana nel 2033.
Omar è stato arrestato nel 2015, dopo la liberazione della città di Tikri.
Shaimaa, 26 anni, non ha idea di quello che suo marito Abdulquader ha sofferto dopo la sua liberazione. La donna mostra che suo marito era inizialmente attratto dalla promessa terrorista di un ritorno in un campo in cui l'Islam avrebbe cessato.
Alla fine, l'uomo si era pentito della sua decisione, ma non poteva tornare indietro per paura di essere ucciso dai suoi compagni.
Una vita di paura, anche se il divorzio è fortemente stigmatizzato nelle comunità islamiche che mantengono atteggiamenti conservatori, non è vietata dalla legge irachena ed è accettata dalla maggior parte dei cittadini.
Le prospettive di queste donne non si limitano solo alla stigmatizzazione sociale, ma anche al terrore del governo iracheno nei confronti di chiunque sostiene la causa Iside.
Le autorità locali, infatti, incoraggiano tutti i cittadini a denunciare chiunque possa essere un soldato o un sostenitore di Isis fino a quando non vengono processati e condannati a morte o a vita.
Questo tipo di politica sembra aver scatenato una sorta di caccia alle streghe, in cui molti cittadini iracheni non hanno esitato a liberarsi di qualsiasi vicino odiato o cugini fastidiosi.
Il vice ministro della Giustizia iracheno Hussain Jassem ha confermato che è stato notato un picco di richieste di divorzio, a partire dall'aprile di quest'anno. Il Dubai-based Al Arabiya Museum of Emirates segnala che è stato verificato un significativo aumento dei requisiti di divorzio relativi al fattore Isis.
Una volta divorziati, le mogli di Iside possono avere l'opportunità di risposarsi, anche rimuovendo lo stigma che scaturisce dal loro rapporto con l'organizzazione terroristica.
In conclusione, la vita di un terrorista islamico non è un'esistenza che può essere legata al matrimonio e, come dice Umana, “essere la moglie di un terrorista non porta onore né alla mia famiglia o ai miei figli.
Gli uomini che hanno scelto questa strada devono essere pronti ad affrontare le conseguenze fino alla fine e devono dimenticare di tornare a una vita pacifica quando la guerra finisce.












