Archivi italiani: l'assassinio di Hasan Pristina è stato Ahmet Zogu

Per quanto riguarda l'omicidio di Hasan Bey Pristina, impariamo anche che l'ordinatore di questo assassinio era il re Zog stesso e che gli ordini diretti hanno preso cura di selezionare l'assassino tra i loro partigiani iugoslavi per dare tutte le accuse di un'altra base, documenti italiani segnalati. Archivio centrale [...]
Archivio di Stato Centrale Italiano
Ministero dell'Interno
Direzione generale della sicurezza pubblica
Dipartimento della polizia
Pristina Hasan
Roma, 26 agosto 1933
Come conferma di ciò che abbiamo comunicato al mittente del rifugiato politico albanese Hasan Bey Pristina, si scopre che i rifugiati politici di Zara sono stati informati che gli assassini provenienti da Tirana per uccidere i rifugiati sono stati accompagnati dall'amministrazione personale di re Zog, Muharem Bajraktari, e dal famoso Zorophire Fiqri Dino, che ha coperto gli assassini stessi al momento del loro sbarco in Italia. I rifugiati politici albanesi di tutte le tendenze lamentano che la stampa italiana non si è occupata della persona Pristina, che era sempre un italiano giocoso, e che, quando portato via, lo ha fatto ricevendo notizie dai giornali francesi che hanno, in questo caso, pubblicato comunicati con evidente ispirazione iugoslava. Per questo citano il copione portato da “Pete Parisie” a Parigi, dal giornale “Il regime fascista Il Cremlino, che definisce Pristina come Jugoslavo.
Roma, 21 agosto 1933
Il recente omicidio di un rifugiato albanese a Salonicco mi ha dato l'opportunità di spiegare che, anche in Italia, gli assassini incaricati di effettuare simili rivincite contro i rifugiati residenti nel Regno sono arrivati o devono presto venire.
Tra questi assassini ci sono ufficiali dell'esercito regolare albanese, così come un rappresentante diplomatico, un Catin Saraci, consul o zv.consul carriera che ha per un tempo coperto questo posto a Vienna. È noto in ambienti albanesi e spesso va a Roma.
Roma, 21 agosto 1933
Facendo riferimento alla notizia data molto tempo fa (cioè, che Chatin Saraci, il console generale albanese di Vienna, è l'uomo che ha la più grande fiducia in Re Zog, abbiamo imparato sabato scorso Cetin Saraci stava passando per Roma sulla sua strada per Tirana. Lo stesso giorno l'omicidio di Hasan Bey Pristina si è verificato, il re Zog ha urgentemente invitato Cetin Saraci che ha effettivamente lasciato Vienna.
Per quanto riguarda l'omicidio di Hasan Bey Pristina, impariamo anche che l'ambasciatore di questo assassinio era il re Zog stesso e che i legislatori diretti si sono occupati di scegliere l'assassino tra i loro partigiani albanesi iugoslavi per dare tutte le accuse di un'altra base.
Hasan Bey Pristina aveva a lungo trasferito la sua direzione di giornale da Kostanca a Salonicco ed esattamente più vicino al confine albanese per rendere la sua propaganda più efficiente.
Il re considerava la posizione di Hasan Bey vicino al confine un vero pericolo.
La chiamata immediata di Chatin Saraci potrebbe riguardare la nuova situazione creata dopo la morte di Hasan tra i rifugiati albanesi.
Vienna, 19 agosto 1933
L'omicidio di Pristina ha fatto molti danni a livello locale, perché come è stato riferito, il suo assassino lo sta cercando qui. Pristina non era ben visto qui, e dovrebbe ringraziare il Dr. Funder, redattore-in-chief di “Reichspost ix1> e l'interferenza del Ministero Fey se poteva rimanere qui 14 giorni.
Roma, 19 agosto 1933
La lega locale dell'Albania, che ha avuto contatti con l'Albania Chatin Saraci durante il soggiorno di questo individuo a Roma, aveva preparato prima che l'Agenzia Telegrafica Albanese distribuisse la propria -- una dichiarazione alla stampa italiana, annunciando che l'omicidio di Hasan Bey Pristina era iugoslavo. È facile capire che questo comunicato era stato consultato dallo stesso Saraci.
Da ulteriori informazioni, posso assicurarvi che Saraci, una domanda diretta da Kodelj sul suo paese, ha risposto alla presenza di testimoni molto retorici ma ha parlato del viaggio da Fiume (Reeque) a Trieste e che da Venezia a Roma, implicando che sia venuto dalla Jugoslavia.
È stato anche dimostrato che l'assassino di Pristina è stato in contatto con Saraci a Nizza e poi in Austria, e ha dimostrato con fiducia al regime albanese che, oltre al piacere intimo, ha voluto dare alla Jugoslavia una prova del legame liberandosi di un elemento albanese che ha dato più di tutti i problemi nei contesti internazionali, in particolare la dittatura delle Nazioni di Belgrado presentando segni contro l'oppressione serba dei territori ufficiali albanesi del Kosovo.
Pristina ha pensato per il regime albanese come strumento di Italia e Ungheria, che, sempre secondo Tirana, ha tenuto come riserva per il possibile ministro degli affari esteri del suo paese.
Cetin Saraci doveva tornare a Tirana e sembrava ansioso di raggiungere quel paese per ricevere la ricompensa promessa per il suo lavoro.
Per coloro che sono stati informati dai rifugiati politici albanesi, il nome di Shefqet Bej Vllac, ex capo del Consiglio dei Ministri, è fatto con perseveranza come uno dei nominati per essere eliminato dagli assassini di Tirana, perché è considerato un amico stretto del governo fascista.
Ministero dell'Interno
Direzione generale della sicurezza pubblica
3a sezione n. 443/63680
Dipartimento di polizia politica d'onore
(circa nota 500/20664 la 15a preghiera di questo mese che interessa l'informatore per fornire conferma della posizione di Hasan Bey Pristina a Roma comunicando con chi aveva contatti)
Copie del telegramma 23 luglio 1933. 7436 in arrivo al Ministero degli Affari Esteri
Oggetto: Hasan Bey Pristina
V.E. XX telegramma di questo mese n. 443/6242
Vi preghiamo di farci sapere se questo ministero risulta che Hasan Bey Pristina è stato effettivamente a Roma negli ultimi tempi e, in tal caso, con il quale è stato in contatto.
Farall
24 luglio 1933
Ministero dell'Interno
Direzione generale della sicurezza pubblica
3a sezione n. 443/6242
Dipartimento di polizia politica d'onore
A proposito di nota a piedi. 500/20664 del 15o raccolto 1933
Copie del telegramma a mano n. 5905 al 16? 1933 venendo al Ministero degli Affari Esteri, ufficio albanese come:
Oggetto: Hasan Bey Pristina
Nei prossimi giorni, un importante rifugiato albanese, Hasan Bey Pristina, proveniente da Vienna, via Trieste, andrà a Zara per incontrare Dervis Bey Mitrovica; rimarrà tre o quattro giorni per seguire la Grecia in aereo via Zara-Brindisi.
In considerazione della sua missione, sarebbe opportuno per Hasan Bey Pristina, dotato di passaporti regolari emessi dalla Prefettura di Istanbul, non sottoporre alcuna misura di sorveglianza.
Firmato Alois
Roma, 20 luglio 1933
Direttore del Dipartimento delle A.G.R.
Roma, 27 giugno 1933
Si scopre chiaramente che la Legata locale dell'Albania è stata informata della presenza dei rifugiati a Roma di Hasan Bey Pristina. Si scopre anche che l'ufficio diplomatico senior ha informato il governo di Tirana di questo fatto, collegando la presenza contemporanea nella nostra capitale Pristina con un noto credente italiano, residente nella capitale austriaca.
Il legato dell'Albania è in questo momento che sta facendo delle indagini per rivelare le ragioni per cui i rifugiati politici del suo paese vengono a Roma che crede siano in buoni rapporti con i circoli politici italiani.
Dipartimento della polizia
Nota per il rispettato Dipartimento dei Lavori Generali e di Riserva
1.508
Roma, 30 agosto 1932
Viene trasmesso a questo reparto rispettato che proviene da fonti riservate.
(In preghiera da non controllare in Francia)
Direttore
Capo del Dipartimento di Polizia Politica
Parigi, agosto 1932
Citando Pristina o Pristina Hasan Bey, nato il 27 gennaio 1879 a Vicitr (Albania), ex presidente del Consiglio dei Ministri dell'Albania, che è stato espulso dal territorio francese il 22, 1931 perché non aveva un visto di residenza, è stato autorizzato a rimanere in Francia per conto del ministro degli affari esteri. Vive al Boulevard de Monteparnasse n. 135. Vive da solo. Sua moglie morì nel 1931.
Vienna, 15 giugno 1931
La signora Hasan Pristina dopo 14 giorni di permanenza a Parigi per unirsi all'uomo. Ma ora siamo informati che è morto inaspettatamente.
/Prepara per la pubblicazione: Beytullah Dastan: From Italian Rando Devole











