Il documento di riconoscimento dell'indipendenza dell'Albania scoperto dalla Bulgaria

Gli archivi regionali sembrano essere pieni di prove e documenti per l'Albania e gli Albanesi. Uno dei più ricchi è l'Archivio di Stato bulgaro, i cui scaffali sembrano aver luogo con centinaia di documenti di particolare importanza per la storia nazionale, da libri pubblicati in albanese negli anni 1890, [...]
Gli archivi regionali sembrano essere pieni di prove e documenti per l'Albania e gli Albanesi. Uno dei più ricchi è l'Archivio di Stato bulgaro, i cui scaffali sembrano prendere centinaia di documenti di particolare importanza per la storia nazionale, dai libri pubblicati in albanese nel 1890 ad atti, decisioni e accordi che testimoniano le relazioni tra i due paesi.
Gli archivi come punto di storia permanente diventano ancora più importanti quando sono coinvolti eventi di particolare importanza. Per quanto riguarda qualsiasi altro paese, l'istituzione dello stato rappresenta, se non la storia stessa, il suo zenit, scrive il giornale “Eagle
E fino alla dichiarazione dell'istituzione dello stato albanese annunciato il 28 novembre 1912, si trova certamente nell'Archivio Centrale Albanese, diplomatico del Kosovo a Sofia Bujar Descu, riferendosi all'Agenzia degli Archivi di Stato a Sofia, ha pubblicato il Form Act di riconoscimento della Pavaresia da parte dell'Albania, sotto l'iscrizione Proposta di Pavaresia e il consolidamento della cittadinanza, rendendolo un parallelo e con il sostegno Bulgaria Kosovo ha dato nella legittimità. Desiderando il documento originale, si vede che il verdetto risale al 24.02, del lontano anno 1922, cioè 10 anni dopo che l'Albania dichiarò Pavaresia.
Tra le altre cose, in questo atto formale-giuridico, il governo bulgaro ha riferito di prendere questo passo di de-jure, riferendosi alla decisione della Conferenza Ambasciatrice tenuta nel novembre 1921 a Parigi e firmata dai rappresentanti di Gran Bretagna, Francia, Italia e Giappone che riconoscono l'Albania come stati sovrani e Indipendenti. Il documento porta il timbro del Ministero degli Esteri e dei Culti ed è firmato dall'allora Primo Ministro bulgaro Aleksandar Stamboliski.













